Fabio Gallo: Cosenza sarà la Capitale delle Belle Arti. Colmato vuoto strategico

Cosenza - Città Storica

Di Fabio Gallo/

Dobbiamo ringraziare coloro i quali hanno consentito alle Belle Arti di sopravvivere negli ultimi 20 anni in cui il mondo creativo e del genio italiano, sono stati trascurati e costretti alla sussistenza quotidiana e all’oblio. Sono pochi i casi in cui le Belle Arti vengono trattate, esposte e valorizzate, con la dignità che esse meritano.

Ma dietro il termine “Belle Arti”, non dobbiamo dimenticare, vi è una grande umanità costituita da percettori del “Bello”, di storie di Donne e Uomini che trasformano le epoche in segni, consentendoci di sentirci ricchi di una tradizione, di una appartenenza, della dignità del lavoro e delle idee che hanno preso forma nei secoli e che sono la nostra stessa sostanza.

Credo che la Città Storica di Cosenza, così bella e piena di fascino, se pur abbandonata dall’incapacità di una visione politica olistica di sviluppo, possa essere “Capitale delle Belle Arti”.

E’ questa la mia proposta. E’ questa una grande opportunità per la Città, per i Creativi, perché l’economia possa considerarsi sostenibile e ancora appartenente alle mani e al cuore dell’Uomo.

La società del 4.0, delle macchine che si sostituiscono all’Uomo per la loro capacità di produrre all’infinito senza fermarsi mai, non potrà mai sostituire il genio creativo, il sentimento umano, la capacità di immaginare e di realizzare i sogni.

Dare una casa alle Belle Arti, dunque, significa tutelare del genere umano il bene e il bello, indispensabili per potersi considerare ancora e sempre esseri dotati di “umanità”. L’Arte induce alle buone maniere, alla gentilezza, alla crescita, allo sviluppo, al confronto. L’Arte intesa come progettualità di Pace, trasforma la Città che la ospita, stimola ed espone, in una “Città della Pace”. Chi mi ha affidato la responsabilità di tutelare gli operatori dell’Arte sa bene che posso farlo anche nella mia Città perché ho già realizzato tutto questo per la Capitale dove, nell’anno 2002, feci nascere la prima Città della Pace nella quale il mondo parlava una sola lingua: l’Arte.

Direi che il dialogo di Pace debba essere materia delle Belle Arti e del loro potere di attrarre, sedurre, unire nella Bellezza e nella Bontà di questa esistenza che non vale la pena di vivere nella violenza e nell’odio.

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